Sara Saleri
Città, cantieri in mutamento. Negoziazioni di senso nello spazio urbano
Tutor: Isabella Pezzini
(Università di Roma)
L’obiettivo
della ricerca è indagare i processi di mutamento e di risemantizzazione di
alcuni centri urbani italiani, attraverso lo studio delle pratiche di fruizione
dei suoi abitanti. In particolare, si intende approfondire l’apporto delle
culture multiple presenti nelle città contemporanee per la creazione di spazi plurali e di una memoria comune della città.
La
crescente presenza, nelle città europee, di diverse culture e identità che si
sovrappongono ha suscitato, soprattutto in ambito sociologico, innumerevoli
interrogativi legati alle possibilità di convivenza o agli inevitabili scontri
cui darebbe adito tale compresenza. In particolare, i temi della “relazione
interculturale” e dello “spazio pubblico” sono, negli ultimi tempi, al centro
del dibattito.
Si tenterà, nella ricerca, di affrontare alcuni di questi
interrogativi, attraverso gli strumenti della semiotica della cultura,
studiando le città come “spazio polilogico”, per usare la terminologia di Jurij
Lotman: uno spazio in cui si stabiliscono diversi dialoghi e conflitti
semiotici, che, nel loro intrecciarsi e sovrapporsi, sfuggono ad una logica
univoca.
Il
“polilogo” evocato da Lotman acquisisce ancor più senso se traslato su alcuni
luoghi specifici delle città: i luoghi dove la presenza immigrata è più
evidente, dove la diversità e l’altrove irrompono nel territorio europeo.
Luoghi in cui i conflitti semiotici si fanno spesso conflitti reali, in cui
l’“intersezione tra tradizioni e sotto testi differenti” (Lotman, 1987) può
portare allo scontro tra diversi attori, che mettono in campo definizioni dello
spazio apparentemente irriducibili tra loro.
Si
tratta di luoghi cui fa sfondo una continua mobilità, interna ed esterna: il viaggio e lo spostamento, al centro
del progetto e dell’azione di migrazione, continuano a caratterizzare e
movimentare i luoghi in cui gli immigrati, apparentemente, “si stabiliscono”.
Oltre ai movimenti e interazioni degli abitanti del quartiere, si assiste alla
continua attrazione di cose (oggetti e beni appartenenti al mondo d’origine –
cibi, tessuti, CD, DVD, videocassette) e persone (nuovi migranti extra-europei,
ma anche altri migranti già stabiliti in altre zone della città).
Ci
addentreremo in questa complessa rete, nel tentativo di individuare, a partire
da immagini e discorsi sulla città, la possibilità di esistenza di spazi plurali. Intendiamo, con questo
concetto, luoghi che riconoscono la propria molteplicità: a partire dalla
complessità dell’individuo, caratterizzato da ruoli e identità multiple, per
arrivare alle diverse logiche e alle forze opposte che contribuiscono al
continuo movimento dello spazio comune.
Lo
studio di questi luoghi e delle articolazioni spaziali ad essi soggiacenti si
intreccia inevitabilmente con l’articolazione temporale: il processo di formazione
di una memoria della città, attraverso la strutturazione dello spazio. Il
sistema urbano è portatore e generatore di memoria: la memoria è formata dallo
spazio ma, in quanto ad esso immanente, orienta la sua trasformazione. In
questo processo, ci chiediamo se dalla coesistenza di identità diverse in uno
stesso luogo possa scaturire una memoria
comune.