Riccardo Fusaroli
Memoria
discorsiva e continuità del senso: ricognizione tra semiotica e scienze
cognitive
Tutor: prof.
Frederik Stjernfelt (Università di Aarhus – Danimarca)
In scienze cognitive si sta sviluppando un crescente dibattito sul problema della continuità e della “durata creatrice” dei processi cognitivi. Nuovi strumenti matematici e nuovi metodi sperimentali ((Spivey 2006, Port and van Gelder 1995) permettono di focalizzare meglio la natura sempre già in corso dei processi mentali. La disciplina cognitiva più attenta alle problematiche del senso, la semantica cognitiva, ancora stenta ad affrontare il continuo, spesso lo dichiara come marginale (Langacker 2002), per ipostatizzare le regolarità in schemi profondi e comuni a semantica e percezione.
In questo contesto la semiotica interpretativa (Paolucci 2007) può giocare un ruolo cruciale. Attraverso il suo sguardo, infatti, i fenomeni semiotici lasciano trasparire paesaggi molecolari in continuo flusso (Eco 1975: 74), il testo stesso un "corso d'azione semiotica" (Rastier 2001, 2007) di cui i singoli momenti, ma anche i semi stessi, altro non sono che momenti di movimenti interpretativi più ampî di cui partecipano.
La ricerca si strutturerà dunque in tre momenti strettamente interrelati:
l In un momento teorico in cui le concezioni di continuità in alcuni autori cruciali delle scienze cognitive sono investigate anche alla luce del sinechismo, del ragionamento diagrammatico e della faneroscopia peirceana.
l In un momento di confronto diretto tra semiotica interpretativa e semantica cognitiva, prendendo più da vicino in esame il problema della metafora e degli image-schemata che la fondano
l In un momento più applicativo dove il framework concettuale e le problematiche così messe a fuoco vengono messe alla prova nell'analisi di alcuni fenomeni linguistici. Il testo al momento in esame è “Il sogno del prigioniero” di Montale.