Patricia Cordella
Le origini della
semiosi
Tutor: Maurizio Stupiggia (Università di Genova)
Sin dall’inizio della vita, madre
e bambino comunicano
attraverso sistemi non linguistici come l’empatia, i movimenti, la reciproca sincronizzazione corporea, il
contatto tra parti del corpo: occhi, pelle, suoni, odori e sapori (si vedano a
questo proposito le teorie di Stern, Turp, Tronic,Ogden , Schore, Winnicott, Bion).
Sono significative da questo
punto di vista tutte
le pratiche di accudimento: dar da mangiare, far
dormire, fare il bagno, giocare… Queste pratiche quotidiane sono infatti
successioni significative di comportamenti, comprensibili nella prospettiva
semiotica anche in termini di programmi narrativi.
In questa tesi si studierà in
particolare il momento in cui la mamma dà il cibo al proprio figlio, considendo solo bambini preverbali
tra i 6 e i 18 mesi. Tali momenti saranno filmati e poi analizzati con gli strumenti
dell'approccio semiotico, considerando la sintassi delle varie sequenze di
azione.
Nello spazio intersoggettivo di
questo momento, si danno infatti pratiche che sono
un agire regolato, i cui programmi
indicano scopi, azioni dei soggetti, competenze e costituiscono abiti (nel senso di Peirce), frames (secondo le categorie di Goffman),
scene predicative dove si stipulano contratti di identità rilevanti per il processo di costituzione della
soggettività infantile.