Paolo Demuru

paolodemuru@gmail.com

Memorie del corpo. Brasile: forme estetiche e forme di vita, identità e differenza tra le pieghe della cultura.

Tutor: Prof. Luis Augusto De Moraes Tatit (Università di San Paolo del Brasile - tesi in co-tutela)

 

Perché una peculiare maniera di giocare al calcio viene battezzata, in una mossa vincente di autodescrizione modellizzante (Lotman, 1985), futebol arte? Come e perché certe figure del corpo, ridefinite in e da questa pratica, migrano in uno spazio (e in un tempo) culturale – nel nostro caso, la cultura brasiliana – costituendo la struttura connettiva (Assman, J., 1992) in cui risiedono i destini della memoria e le forme dell’appartenenza nazionale? E ancora, cosa succede quando queste, marcate da un’impronta stilistica propria, vengono inghiottite (e rifagocitate) dal sistema mediatico?

Oggetto dello studio sono le trame complesse che presiedono ai rapporti tra sport (in particolar modo, calcio), media, tradizioni popolari e memoria culturale nel divenire glocale del Brasile moderno e contemporaneo. Al centro di quest’architettura (e della nostra riflessione) si colloca un tratto isotopico nodale: il corpo. Corpo senziente, sostanza formata “dai linguaggi che lo parlano e lo descrivono, dalla pratiche che lo animano” (Violi, 2005, p. 2), corpo che agisce, patisce e trasforma. Sfruttando la trasversalità disciplinare dell’approccio semiotico si cercherà di dimostrare come il corpo – traducendo l’esperienza intersoggettiva in una data forma del mondo (Violi, 1997) – sia divenuto un simbolo dominante (Turner, 2001) nel processo storico di formazione di un’identità squisitamente brasiliana o, per dirla con Ribeiro (2006), un traghettatore di senso nel moto post-coloniale che ha condotto dalla nessunità alla brasilianità.