Dottorato di ricerca in Discipline Semiotiche - Università degli studi di Bologna

Progetto di ricerca di Marco Seghini

La memoria culturale e le nuove forme testuali: il database

 

Le dinamiche che caratterizzano l’organizzazione, la conservazione e la trasmissione della memoria culturale sono intrinsecamente correlate alle forme testuali cui la cultura fa ricorso. Tale condizione, da un lato, dipende sostanzialmente dalla natura testuale dell’enciclopedia e, dall’altro lato, implica che le relazioni che si istaurano al suo interno siano il frutto delle diverse logiche testuali all’opera. Per questo motivo può essere utile soffermarsi sulle nuove modalità (anche tecnologiche) di conservazione e reperimento dell’informazione, in particolare su quelle concepite fondamentalmente per il raggiungimento di tali obiettivi. Tra i modelli attualmente esistenti quello che sembra fornire spunti analitici di qualche interesse è quello del database.
Ad un livello minimo, con tale termine, si intende una qualunque raccolta strutturata di dati; tuttavia, già ad una prima osservazione, il database sembra essere una matrice testuale in grado di modificare in qualche misura le forme della trasmissione culturale: “Dopo la preferenza del romanzo e del cinema per la narrazione come forma principale di espressione culturale, l’era dei computer ha introdotto il suo complice: il database. Molti nuovi oggetti mediali non raccontano storie; non hanno un inizio o una fine; anzi, non hanno alcuno sviluppo tematico formale o di altro tipo che ne organizzi gli elementi in una sequenza; sono, piuttosto, raccolte di elementi individuali ognuno con la stessa possibilità di significare” (Manovich, Il linguaggio dei nuovi media, 2001, trad. it. 2002).
Dato questo primo assunto generale, ci si propone dunque di indagare la forma testuale database almeno secondo due dimensioni: da una parte il database inteso come dispositivo tecnico-informatico per la gestione dell’informazione e dall’altra le sue valenze come forma culturale.

Per quanto riguarda il primo aspetto si vuole analizzare la struttura logico-informatica che regola il funzionamento del database, per ricostruire quali effetti tale struttura produce sui contenuti che in esso vengono immessi. In particolare, in un primo momento, si opererà una descrizione dello sviluppo storico del database e una rassegna delle diverse tipologie oggi esistenti. Successivamente si tenterà una descrizione dei meccanismi testuali sui quali esso opera, in particolare quelli riguardanti i processi di categorizzazione e catalogazione e, concentrando l’attenzione sul modello relazionale, sulle operazioni che è possibile compiere sugli elementi immessi. In questo senso è inoltre ipotizzabile, dati anche gli sviluppi in senso semantico di alcune di forme di database, un confronto con i processi di memorizzazione e categorizzazione intesi in senso cognitivo, per verificare se e quanto tali processi siano sovrapponibili o quantomeno comparabili con quelli utilizzati nel database.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, ovvero le valenze del database come forma culturale, ci si muoverà a partire da un prima constatazione riguardante il fatto che il database chiama in causa la coppia sintagma/paradigma in modo diverso da altre forme testuali. Confrontando narrazione e database si può infatti osservare il seguente fenomeno: “[Secondo il modello tradizionale] Gli elementi della dimensione sintagmatica vengono correlati in praesentia mentre gli elementi della dimensione paradigmatica vengono correlati in absentia. […] Dunque il sintagma è esplicito mentre il paradigma è implicito. […] Le narrazioni letterarie e cinematografiche seguono [tale] modello […]. I nuovi media invertono questa relazione. Al database (il paradigma) viene data un’esistenza materiale, mentre la narrazione (il sintagma), viene dematerializzata” (Manovich, Il linguaggio dei nuovi media, 2001, trad. it. 2002). Tale constatazione può essere, in primo luogo, uno spunto per operare un’analisi delle relazioni che si instaurano tra la forma database e i modelli narrativi, tentando anche un’applicazione della categoria lotmaniana formulata per l’analisi della trasmissione culturale di testo/grammatica. Inoltre si cercherà poi di analizzare come le strutture interne del database influiscono sui fenomeni di conservazione e accrescimento della memoria culturale e, infine, di chiarire gli effetti più generali che si realizzano a livello culturale in ragione delle caratteristiche proprie della forma database.

Tali problematiche e ipotesi di ricerca dovranno poi essere vagliate e sviluppate attraverso l’analisi di casi concreti al fine di descrivere il funzionamento effettivo di tali testi.