Dottorato in Discipline Semiotiche di Bologna

Progetto di ricerca di Elena Codeluppi

Rito e memoria.
Uno sguardo semiotico ai riti degli immigrati di religione mussulmana.
Tutor: Manar Hammad

il quadro teorico: la semiotica della memoria
In un’epoca in cui le collettività hanno necessità di ridefinire la propria identità, la memoria diventa strumento per sfidare il presente. Il linguaggio, i segnali, la scrittura, i riti, i monumenti, l’organizzazione condivisa dello spazio e del tempo, la sorreggono e si fanno veicolo di perpetuazione, rendendo possibile la trasmissione delle esperienze condivise da una comunità. Queste forme di vita appaiono come il risultato di un processo di traduzione tra istanze attoriali differenti: da una parte la collettività, che crea prassi enunciative che fissano gli usi corretti, e dall’altra l’individuo,  che costruisce un proprio uso di una data pratica.
un problema teorico: il discorso rituale
Il progetto si situa tra la riflessione teorica generale di una semiotica della memoria e uno studio specifico sulle modalità con cui i riti religiosi traducono il passaggio tra collettivo e individuale. Le pratiche quotidiane in situazioni in cui, per l’individuo, muta il contesto sociale di appartenenza (emigrazione etc.), diventano il dominio in cui hanno luogo al contempo forme di assimilazione di elementi estranei alla tradizione e modificazioni sia sul piano dell’espressione sia su quello del contenuto dei riti quotidiani. La proposta è allora di verificare se, nel momento in cui dei soggetti immigrati si trovano in un contesto sociale la cui religione più diffusa è differente da quella del paese di origine, il perpetuarsi della memoria attraverso la ritualità porti ad una accentuazione delle differenze tra ospiti ed autoctoni e quali possano essere gli effetti di tali pratiche sull’ identità collettiva.
studiare il rito religioso
I riti religiosi degli immigrati in Italia sembrano offrire un terreno adatto a studiare i problemi precedentemente introdotti. In una prospettiva come quella appena descritta, tuttavia, il rito non si dà come entità pre-definita (matrimonio, preghiera, riti di passaggio vari etc.) ma come prodotto di forme di ritualità eterogenee, in parte legate alla memoria storica della comunità, in parte connesse alle declinazioni più o meno imposte dalla cultura ospite. Il rito, vero e proprio discorso semiotico, si trova allora all’intersezione fra testi diversi: è un’articolazione sul piano del contenuto a cui non corrisponde un unico piano dell’espressione ma che, al contrario, vive del rapporto fra forme espressive diverse.
Riassumendo, l’approccio al corpus che abbiamo scelto di seguire comporta: i) una valorizzazione della dimensione paradigmatica che permette una riflessione sul senso del rito come discorso e sul rapporto tra le differenti forme dell’espressione dei testi analizzati; ii) la diversificazione delle pratiche esaminate che consentirà di focalizzare l’analisi sui meccanismi con cui l’uso individuale porta a cambiamenti nella memoria collettiva ridefinendo l’identità della comunità stessa; iii) l’attenzione per la contaminazione di pratiche che conduce a questioni legate all’intertestualità e alle possibili forme di traduzione. Ogni nuova “invenzione” tende, infatti, a prodursi come rielaborazione di materiali correnti nella cultura diffusa a discapito di una cultura lontana come quella delle nazioni dei soggetti studiati.
obiettivi della ricerca
Obiettivo della ricerca è quello di documentare e studiare i fenomeni religiosi in cui  i soggetti si appropriano di componenti espressive estranee alla loro cultura d’origine  risemantizzandoli. In particolare mi interessa valutare come si pervenga alla selezione degli elementi da mantenere e a quelli da dimenticare in un ottica in cui oblio e conservazione sono considerati come processi trasformativi. Tale analisi sarà condotta considerando sia il piano semantico (dei significati di cui le varianti sono portatrici o vengono investite) che quello sintattico (ovvero il modo in cui gli elementi si raccordano tra loro e con la tradizione religiosa di appartenenza).