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La linea inquieta. Emozione e ironia nel fumetto
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Gli interventi
Umberto Eco, Apertura dei lavori
L'intervento (presiede Daniele Barbieri)
21 minuti, 4.906 Kbyte (Versione
.ZIP)
Thierry Groensteen, “Horreur du vide: le sentiment du tragique de l'existence
dans la bande dessinée”
(Il principale studioso del fumetto in Francia. Direttore del Musée
de la Bande Dessinée di Angouleme. Info a www.editionsdelan2.com/groensteen/)
De Crumb à Tsuge, de Breccia à Jason, de Chris Ware à
David B, un certain nombre de dessinateurs, aux esthétiques absolument
dissemblables, ont su exprimer la dimension tragique de la condition humaine
à travers un mode d’expression que l’on a longtemps
cru réservé au comique ou à l’épique.
L’émotion que procure leurs ouvres naît moins, nous
semble-t-il, d’une efficience qui serait propre à l’image
dessinée, que d’un usage atypique du dispositif d’énonciation
spécifique au neuvième art. Il s’agirait, en particulier,
de ralentir ou de paraître suspendre le flux séquentiel,
et d’introduire, au sein d’un système qui tend essentiellement
à la prolifération des images, un vide qui fait scandale.
L'intervento (presiede Daniele
Barbieri) 36 minuti, 8.419 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di
Barbieri, Frezza, Brancato, Eco) 22 minuti, 5.241 Kbyte (Versione
.ZIP)
Ruggero Eugeni, "The time has come. Inquietudini della linea in una
sequenza di The dark knight returns"
(Semiologo, studioso del visivo, insegna a Milano. Qualche info - poco
aggiornata - a www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/e/eugeni.htm)
L'intervento si interroga sulle relazioni tra livello figurativo e
livello plastico nel fumetto, con particolare attenzione alle modalità
di strutturazione della tavola e alle forme espressive di stati passionali
tumultuosi. L'esempio mostra come a una perdita di controllo del personaggio
di Batman rispetto all'irrompere del tumulto passionale, corrisponda uno
sbriciolarsi delle strutture di organizzazione della tavola e quindi una
esperienza percettiva di unhemlich da parte del lettore.
L'intervento (presiede Daniele
Barbieri) 34 minuti, 8.083 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Barbieri,
Piero Polidoro, Frezza, Galofaro, Groensteen, Fornaroli, De Nunzio) 28
minuti, 6.608 Kbyte (Versione
.ZIP)
Alvise Mattozzi, “L'inversione dei supercorpi. Il corpo del supereroe
tra azione e passione”
(Semiologo, studioso di fumetti e design. Insegna a Venezia)
Nel mio intervento cerco di mostrare come è cambiato il disegno
del corpo dei supereroi in relazione ai più generali cambiamenti
relativi al discorso del fumetto supereroistico. Nel momento in cui, finita
la Silver Age, il fumetto supereroistico si rinnova mettendo in dubbio
l'onnipotenza del supereroe, emerge anche un modo diverso di disegnarne
il corpo: attraverso un tratto meno lineare e una muscolatura più
accentuata si mostrano contorsioni e fremiti del corpo del supereroe,
attraverso cui si manifestano non più solo le sue azioni, ma anche
le sue passioni.L'analisi, di carattere semiotico, verte su un corpus
di fumetti supereroistici della DC Comics, pubblicati dai primi anni '60
fino agli anni '90.
L'intervento (presiede Daniele
Barbieri) 36 minuti, 8.523 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Barbieri,
Pellitteri, Frezza) 24 minuti, 5.678 Kbyte (Versione
.ZIP)
Sergio Brancato, “La malinconia della voce fuoricampo: confondere i ruoli
tra autore, personaggi e lettore. Appunti su Eisner, Micheluzzi e Miller.”
(Sociologo, studioso del fumetto e dei media, insegna a Roma.)
L’intervento demiurgico dell’autore attraverso la voce
fuoricampo segna una profonda evoluzione concettuale della comunicazione
a fumetti, integrandola a quella di linguaggi tecnologicamente più
attrezzati come il cinema ma anche alla competenza “emotiva”
di un lettore/spettatore sempre più votato a interagire creativamente
con la molteplicità dei dispositivi mediatici. In alcuni autori,
il ricorso a tecniche narrative apparentemente extrafumettistiche diventa
strategia di sollecitazione malinconica, dunque in grado di costruire
un tessuto di rimandi (espliciti o impliciti) che trasforma il fumetto
e la sua lettura in una zona di incrocio fra tradizioni, memorie, generi
dell’industria culturale nel suo insieme. Il fuoricampo (specie
nelle opere di autori come Will Eisner, Attilio Micheluzzi e Frank Miller)
risulta, in tale prospettiva, un tramite efficace per animare la comunicazione
sequenziale del fumetto, collegando il lettore alla funzione e all’identità
stessa dell’autore, attraverso un testo capace di coinvolgere entrambi
i soggetti in una compiuta strategia delle emozioni che ritesse il filo
del desiderio a quello del consumo.
L'intervento (presiede Gino
Frezza) 49 minuti, 11.394 Kbyte
(Versione .ZIP)
Il dibattito (voci di Frezza,
Eugeni) 18 minuti, 4.116 Kbyte
(Versione .ZIP)
Francesco Galofaro, “Fumetto e colonna sonora: Julia di
Giancarlo Berardi”
(Semiologo. Insegna a Rimini)
Da sempre le arti figurative, in particolare la pittura, si sono valse
della possibilità di rappresentare la musica attraverso strumenti
musicali e spartiti. Nel lavoro di Berardi , questa possibilità
viene sfruttata allo scopo di provvedere al fumetto una colonna sonora
musicale, che si integra con gli elementi verbali. Interessanti le analogie
e le specificità rispetto al cinema - in particolare il noir anni
'40.
L'intervento (presiede Gino
Frezza) 31 minuti, 7.379 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Frezza,
Marco Pellitteri, Brancato) 12 minuti, 2.915 Kbyte (Versione
.ZIP)
Enrico Fornaroli, "La seduzione del segno. Linee, percorsi, interferenze
fra Occidente e Oriente"
(Studioso del fumetto, insegna a Napoli. E' consulente della Panini-Marvel
Italia)
L’intervento intende delineare un percorso d’indagine
che – attraverso l’analisi del lavoro di alcuni autori come
Frank Miller, David Mazzucchelli, Igort, Mœbius, Jiro Taniguchi,
Yukito Kishiro, Baru, Giuseppe Palumbo, Katsuhiro Otomo – metta
in risalto il proficuo “scambio di sguardi” che nell’ultimo
decennio ha caratterizato il rapporto fra fumetto occidentale e il fumetto
orientale, in particolar modo i manga. Un dialogo profondo fra due culture
artistiche che si manifesta proprio mediante una reciproca “seduzione
del segno”.
L'intervento (presiede Gino
Frezza) 40 minuti, 9.414 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Frezza,
Barbieri, Pellitteri, Brancato) 13 minuti, 3.164 Kbyte (Versione
.ZIP)
(per un inconveniente tecnico, l'audio dell'intervento e del dibattito
di Enrico Fornaroli è di qualità inferiore; inoltre solo
una parte del dibattito è presente)
Antonio Faeti, “Lagrime, ombre, cowboy e principi”
(Studioso di letteratura per l'infanzia. Insegna a Bologna)
Dalla sua nascita reale, e perfino dal tempo dei suoi molteplici antefatti,
il fumetto è il teatro delle emozioni. Presto collocato in diretta
concorrenza con il cinema, di cui è quasi coetaneo, il fumetto
ha dovuto cercare molte strade per differenziarsi da un medium che con
la forza del movimento, poteva ottunderne le risorse espressive. Così,
via via, con una scompaginante varietà di soluzioni, di ricerche,
di esiti, il fumetto si è reso capace di ampliare e ridefinire
ogni emozione, trasformandosi via via nel reame del riso, nel principato
del patetico, nella repubblica dell’orrore. Ogni emozione, nella
intricata vicenda della Comic Art, ottiene nuova risonanza, è come
se, di fatto, rinascesse. La percezione infantile ha sempre premiato questa
intensa vocazione. È come se un possibile, nuovo Jean Piaget, scoprisse
che “la rappresentazione del mondo nel fanciullo” si collega
alle estasi, alle sofferenze, alle malinconie, al pianto come al riso,
delle pagine a fumetti. In esse c’è una risonanza emozionale
che altrove non si palesa allo stesso modo: forse una ontologia dei comics
dovrebbe tener conto di questa componente.
L'intervento (presiede Gino Frezza)
45 minuti, 10.543 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Frezza)
8 minuti, 1.942 Kbyte (Versione
.ZIP)
(per un inconveniente tecnico, l'audio dell'intervento e del dibattito
di Antonio Faeti è di qualità inferiore; l'intervento è
mancante della parte iniziale; inoltre solo una parte del dibattito è
presente)
Gino Frezza, “Passare attraverso. Trame logico-emotive dei comics”.
(Sociologa, studioso di cinema e fumetto. Insegna a Salerno. Qualche info
a www.meltemieditore.it/nuovo/autori/schedaautore.asp?codice=654)
L'intervento ripercorrerà lo scatenarsi di processi emotivi
nel corso della lettura di tavole o strisce a fumetti. In particolare,
analizzando un episodio della serie "Dampyr" si cercherà
di verificare come la relazione affettiva fra il lettore e il personaggio
principale della storia raccontata, ambientata nel seicento europeo, sia
costruita attraverso una sottile linea di differenziazione fra l'insieme
delle scelte comportamentali e morali a disposizione del personaggio e
- all'interno della costruzione narrativa dell'episodio - il valore esemplare
assunto dalla scelta comportamentale infine da esso effettuata.
L'intervento (presiede Sergio
Brancato) 45 minuti, 10.543 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Brancato,
Barbieri, Galofaro) 10 minuti, 2.346 Kbyte (Versione
.ZIP)
Pascal Lefèvre, “Less is more. A close reading of Nananan's Kisses”
(Studioso del fumetto. Vive e insegna a Lovanio, Belgio. Info a www.student.kuleuven.ac.be/~m8107966/Lefevre.html)
Without using typical comics techniques (like caricatural deformation
or classical plot) a comic strip can even be more efficient in communicating
emotions. For example the Japanese author Kiriko Nananan opts in her short
manga "Kisses" for a minimalistic approach. In contrast to the
majority of minimalistic comics Nananan uses a more visual realistic drawing
style and varies considerably the angles of the panels. But even more
important is her careful mise-en-scene and her fragmented onlinear way
of telling. Thanks to this unconventional minimalistic approach the reader
is invited to become aware of subtle associations and suggestions. Therefore
with less showing and telling this comic by Nananan works more sensitive.
L'intervento (presiede Sergio
Brancato) 35 minuti, 8.311 Kbyte (Versione
.ZIP)
Il dibattito (voci di Brancato,
Barbieri, Groensteen, Mattozzi, Frezza, Fornaroli) 25 minuti, 5.766 Kbyte
(Versione .ZIP)
Daniele Barbieri, "Linee inquiete. L'emozione e l'ironia nel segno
grafico"
(Semiologo, insegna a Bologna e Urbino. Info a www.horizons.it/barbieri)
Potremmo distinguere, nel fumetto come in ogni genere narrativo, le
emozioni provate dai personaggi, di cui la storia dà conto, dalle
emozioni che la storia stessa manifesta (emozioni del narratore, o comunque
dell’enunciatore) e infine dalle emozioni che la storia cerca di
produrre sul suo lettore – prima tra tutte la curiosità di
sapere come andrà a finire, con i suoi correlati di timore e speranza
per le sorti dei personaggi in gioco.
Nella costruzione di questi tre tipi di emozioni entrano in gioco tutte
le componenti del fumetto, ma noi ci concentreremo sul ruolo che ha il
segno grafico, quello che in molti fumetti (ma non in tutti) può
essere identificato con la linea. Vedremo dunque come il segno grafico
non ha solo un ruolo fondamentale di costruzione della realtà rappresentata,
ma anche un serie di ruoli legati alle appartenenze di genere e alle modalità
di percezione del mondo. Attraverso questi secondi ruoli il segno grafico
non solo raffina la rappresentazione delle emozioni dei personaggi, ma
costruisce in buona misura le emozioni della storia e quelle che vuole
produrre nel lettore.
L'intervento (presiede Sergio
Brancato) 45 minuti, 10.578 Kbyte
(Versione .ZIP)
Il dibattito (voci di Brancato,
Frezza, De Nunzio, Groensteen, Fornaroli) 30 minuti, 7.132 Kbyte
(Versione .ZIP)
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La linea inquieta. Emozione e ironia
nel fumetto
Il fumetto
racconta e produce nel suo lettore emozioni. Queste emozioni raccontate
e/o prodotte possono essere pure e appassionate, ma anche temperate dall’ironia,
che costringe il lettore a un maggiore distacco. In tutti e due i casi,
comunque, la linea narrativa interagisce con l’aspetto visivo del
fumetto, cioè con il modo con cui sono state tracciate le linee
sulla carta, per costruire l’effetto emotivo.
Questo convegno vorrebbe essere un’occasione per discutere, tra
studiosi di discipline diverse ma non troppo, sul modo in cui il fumetto,
tra linee narrative e linee grafiche, costruisce e modula le emozioni,
sia quelle raccontate nel testo, sia quelle indotte nel suo lettore.
La ligne inquiète. Emotion et ironie dans la bande dessinée
La bande
dessinée raconte et produit des émotions dans son lecteurs.
Ces émotions racontées et/ou produites peuvent être
pures et passionnées, mais aussi tempérées par l’ironie,
que force le lecteur à être plus détaché. Avec
ou sans ironie, la ligne narrative interagit avec l’aspect visible
de la bande, cet à dire avec la façon dans la quelle les
lignes ont été tracées sur le papier, pour construire
l’effet émotif.
Ce colloque veut être une opportunité pour discuter, entre
chercheurs de disciplines différentes (mais pas très différentes),
sur comme la bande dessinée, entre lignes narratives et lignes
graphiques, construit et module les émotions, racontées
dans le textes ou produites dans leurs lecteurs.
The troubled line. Emotion and irony in comics
Comics
narrate emotions and arouse emotions in their readers. These narrated
and/or produced emotions can be pure and passionate, but can also be tempered
by the use of irony, forcing the reader to be more detached. With or without
irony, the narrative line interacts with the visual appearance of comics,
i.e. with the way lines have been traced on paper, in order to obtain
the emotional effect.
This meeting will be an opportunity for scholars belonging to different
(but not too different) disciplines to discuss the way comics, by means
of narrative and graphic lines, build up and modulate emotions, both narrated
in texts and aroused in their reader.
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